11/7/06

L'Italia raccomanda Chavez


Chavez minaccia gli Stati Uniti: se oseranno interferire nelle elezioni del 3 di dicembre, non fornirà più loro il petrolio. La verità è che Hugo Chavez teme venga scoperto. Il suo è un gioco molto sporco.

Chavez: raccomandato italiano di (Cosmo de La Fuente)

L’Italia, oggi rappresentata da un governo che si dichiara pacifista, appoggia l’alleanza tra dittatori sudamericani e concretizza il sogno venezuelano del seggio all’Onu. Roma si è astenuta nel ballottaggio tra Guatemala e Venezuela infischiandosene dell’alleanza con gli Usa. L’unico paese a non opporsi alla candidatura di Chavez è stato proprio l’Italia, persino Zapatero ha preferito il Guatemala all’estremismo del governo di Caracas. L’obiettivo del nostro presidente Chavez è ben chiaro a noi che venezuelani lo siamo, sappiamo che si definisce socialista ed agisce da tiranno; usa i soldi e il potere del nostro petrolio per armarsi e unirsi a quei paesi che hanno deciso, usando la sovversione, di opporsi all’America. ‘El loco’ (trad.: ‘il pazzo), come viene definito Hugo Chavez dal ‘pueblo’, spera di aver voce in capitolo e di riuscire a spianare la strada a Iran, Siria, Corea del Nord e chi più ne ha, più ne metta! Permettetemi una domanda allora: - L’ Italia di sinistra, che urlava allo scandalo quando si parlava di guerra e di autodifesa contro il terrorismo, che ci ha prospettato un mondo più sereno, che criteri ha usato per giustificare la sua scelta? Perchè non si è opposta all’insidioso tentativo chavista di mescolare le carte della politica internazionale in favore dei propri progetti di conflittualità strategica? Abbiamo forse paura di inimicarci il nuovo “Clan” dei dittatori e dei terroristi legalizzati?- L’Italia,curiosamente, ha goduto del voto all’Onu da parte di paesi molto più vicini a Hugo Chavez e ciò mi stimola a dubitare sul fatto che, probabilmente, qualche accordo preesisteva. Come mai un politico intelligente come D’Alema si è giustificato sostenendo che non si poteva votare contro la candidatura di Caracas dal momento che in Venezuela vivono milioni di nostri connazionali se, dati alla mano, quegli italiani che lui teme di offendere sono, nel 99% dei casi, contro la dittatura di Chavez? Una scusa debole, un inutile tentativo di giustificazione agli occhi degli italiani. E’ proprio agli italiani mi rivolgo segnalando quello che realmente sta avvenendo a Caracas e quanto sia menzognero sostenere che il popolo venezuelano goda di buona salute. La delinquenza è ai massimi storici, la povertà ha raggiunto il livelli più bassi. La degradazione è diventata insopportabile e un paese ricco di risorse naturali come il Venezuela diventa, grazie ad un terrorista golpista al governo, complice di pericolose alleanze con estremisti del calibro di Ahmadinejad. Qualcuno, ben distante dalla concretezza, ha presumibilmente pensato che Chavez sia diventato una specie d’icona, un paladino dei poveri. ‘El presidente’ non se ne va, cambia le leggi a suo piacimento e rimarrà al comando per sempre senza nemmeno avere la noia di giustificarsi di fronte all’Onu.
Quando parlo con i venezuelani, quelli che vivono sulla propria pelle il malgoverno, racconto loro che in Italia qualcuno vede Chavez come un esempio di democrazia e di difesa popolare, la reazione è sempre la stessa: una risata isterica. Non possiamo seguitare a credere alla pantomima della rivoluzione bolivariana chavista; abbiamo il dovere di non sottostimare le consolidate coalizioni con capi di stato estremisti e tantomeno possiamo sorvolare sul fatto che Hugo si trovi a capo di un paese dove, addirittura, è stato messo a punto un apparecchio che si chiama ‘capta huellas’ (capta impronte), vero deterrente per chi abbia voglia di cambiare e votare per il suo oppositore ‘Rosales’ il 3 di dicembre, ancora più grave se pensiamo che, inspiegabilmente, negli ultimi mesi, il numero degli aventi diritto al voto è aumentato del 50% grazie ad una furba manipolazione della amministrazione venezuelana.
In Venezuela scarseggiano gli alimenti ma anche i medicinali e non solo in farmacia, parlo di ospedali dove è meglio non recarsi anche in caso di malore perché le possibilità di sopravvivenza sono maggiori se resti a casa.
Nel paese di Simon Bolivar il numero degli omicidi si avvicina ai 70 al giorno e la cosa peggiore è che l’omicidio non fa più notizia.
“Caracas es la sucursal del cielo”, questa era la frase preferita dai venezuelani fino a un decennio fa,oggi, invece, la capitale del Venezuela è diventata la succursale dell’inferno.
Povera Terra mia! Cos’è rimasto di quella democrazia instauratasi nel 1956 alla caduta del dittatore Perez Jimenez? Nulla!
Quando alcuni anni fa con un ‘golpe’ entrò a governare il colonnello Hugo Chavez Frias, la gente pensò che fosse arrivato il salvatore perché si presentava con ideologia comunista. Promise lavoro e benessere, che ovviamente non sono arrivati. Se si considera, statistiche alla mano, l’aumento della povertà, ci si rende conto di quanto male possa aver fatto questo falso profeta pieno di sé.
Gode Castro, il vero ispiratore e gode Morales, il nuovo discepolo di Hugo, si strofina le mani l’anima nera del terrorismo internazionale, finalmente il cancro ha manifestato metastasi anche in Sud America e questa volta tutto sembra normale per chi sta fuori. Veniteci a Caracas se avete il coraggio e domandatelo alla mia gente come vive e cosa realmente pensa del suo presidente.
Oggi siamo figli di un paese che si avvia a diventare uno dei tanti legati al terrorismo e alla vera guerra, quella travestita di pace. Come si fa ad appoggiare Caracas al seggio dell’Onu? Qual è il vero motivo? Elogiare l’attuale governo venezuelano è un peccato mortale, un’ingiustizia sulla pelle di tutti noi venezuelani e anche degli italiani emigrati che vivono in questo paese alla deriva. Sinceramente non mi piacerebbe entrare nella lista degli alleati del governo di Caracas, io ci credo realmente al valore della democrazia e dell’uguaglianza. Facciamoci un esame di coscienza e non sottovalutiamo il danno all’umanità causato dal contributo terroristico di Chavez. Non rendiamoci complici. Non vogliamo certo essere venezuelani se il nostro paese viene rappresentato da Hugo Chavez Frias….el loco. (Cosmo)
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1 comment:

Anonymous said...
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