10/4/06

Depressioni


Ancora una volta una storia che mi sta facendo pensare quanto possa essere complicata la vita e quanto la realtà superi la fantascienza, e, nonostante continuano ad arrivarmi telefonate e mail di disapprovazione per avere letto e dato un piccolo spazio alla lettera di Antonio Faccini, l’ex carabiniere pluriomicida, eccomi qui. Ho più volte ribadito la mia totale disapprovazione per quanto l Faccini abbia commesso e ho manifestato la mia partecipazione al dolore dei parenti delle vittime, ma il fatto che abbia anche solo letto la sua lettera non è piaciuto.
Oggi vi parlo invece della storia di Giacomo, che divido in due parti perché complessa e molto toccante e perchè mi è arrivata frammentata. Voi cari amici siete sempre di più e questo non può che farmi piacere. Lo so di toccare spesso argomenti scabrosi e molti di essi sono ispirati alla realtà ma, credetemi, lo faccio sempre nel rispetto della privacy e usando nomi di fantasia. Un po’ come raccontare la vita che ti circonda.

Un ragazzo di 24 anni, vive con la mamma e il fratello maggiore, del padre non me ne parla ancora, ma qualcosa che lo turba molto ha a che fare con il suo genitore ‘innominato’.
Giacomo è affetto da crisi depressive e atroci emicranie che l’hanno portato sull’orlo del suicidio, dice di averlo pensato molte volte e di essersi astenuto per non dare ancora un dolore alla sua mamma. Una donna del sud e all’antica che non riesce a darsi pace perché sia Giacomo che l’altro figlio Enrico sono omosessuali.
Giacomo caratterialmente è un preciso, troppo autocritico e maniaco dell’ordine e della perfezione. La sua omosessualità l’ha vissuta come un difetto e questo ha contribuito a farlo sentire male.
Oggi questo ragazzo sta attraversando una crisi esistenziale che lo sta distruggendo, ha bisogno di aiuto e il terrore di vivere l’ha segnato in tutte le maniere. Ha detto di avere problemi anche ti tipo fisico sessuale.
Sarebbe interessante riuscire a capire come mai due ragazzi per bene, lavoratori e affettuosi nei confronti della madre non siano riusciti a raggiungere uno stato di serenità psicologica. In qualche modo il padre sarà stato o carnefice o vittima di questa situazione. Spero che Giacomo voglia scrivere ancora per raccontare la parte mancante della storia e che sicuramente cela il vero motivo di tanta sofferenza. Caro Giacomo: -dov’è tuo padre? –

*****************DEPRESSIONE INFANTILE******************************************
Leggendo notizie e studi sulla depressione infantile mi sono reso conto che questa è molto più diffusa di quanto si possa credere. I bambini depressi sono molti il più delle volte dipende dai genitori. Spesso la mamma, perché più presente, qualche volta il padre. Si tratta normalmente di genitori che spacciano per severità ed educazione un atteggiamento che invece è più vicino al comportamento nazista. Riusciranno a rendersi conto che un bambino ha diritto ad essere bambino?
Le regole vanno stabilite ma non quando diventano un escamotage per soddisfare il proprio desiderio di mostrarsi al mondo come persone perfette, non ci sarebbe nulla di male, forse, se per arrivare allo scopo non minassero la tranquillità psicologica dei figli. Certi genitori sono sempre convinti che i figli degli altri non siano ben educati e i propri non possono essere nemmeno paragonati a loro. Qual è il confine oltre il quale l’educazione diventa regime? Sarebbe importante capirlo prima che i danni siano compiuti.

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