7/19/06

Sesso: nuovo studio sconvolge le origini della libido


Non che abbia voluto mutare il senso di questo blog, ma i risultati di questa ricerca non solo hanno a che fare con la famiglia ma l’argomento, non badando all’ilarità che può suscitare, è davvero interessante. E se fossimo, realmente succubi e dipendenti da tutto e qualsiasi imput potesse mutare il nostro codice sessuale? A questo punto sarebbe dimostrato che nasciamo tutti uguali e poi a seconda degli eventi prendiamo strade diverse.
Sarà anche divertente, ma questa ricerca è senz’altro singolare.
Secondo uno studio psicologico in Venezuela a cura de la ‘unidad de terapia y educación sexual’, pubblicato da Humberto Màrquez, i disturbi sessuali dei venezuelani sono derivati soprattutto dall’attuale crisi politica, dal disordine sociale e dalla disoccupazione. In altri casi, invece, la smania di sesso si traduce in ninfomania dovuta all’assoluta carenza di affetto paterno nell’età infantile. La dottoressa Marisela Diaz, durante un congresso di sessuologia, ha sostenuto che la situazione di perenne insoddisfazione sociale in cui vive il venezuelano, influisce in maniera determinante nella caduta della libido, inversamente proporzionale alla crisi economica. Che stia succedendo anche in Italia?
http://www.mujereshoy.com/secciones/2175.shtml
Ma le ricerche non finiscono qui, si va, addirittura, a esaminare il carattere e i complessi della gente in base al tipo di attività sessuale, alla scelta delle posizioni e i motivi di eventuali anomalie. Si viene a sapere che la smania di sesso, che costringe a stati di ninfomania femminile, deriverebbe dalla mancanza di affetto paterno nell’età infantile. Per quanto riguarda, invece, il desiderio sessuale maniacale da parte dei maschi, almeno nel 60% dei casi, si tratterebbe di rivalsa contro l’iper protezionismo materno. Se vi capiterà di imbattervi in individui insaziabili sarete di fronte a persone che non hanno mai risolto il proprio complesso di Edipo. Parrebbe che anche l’omosessualità maschile derivi da uno stretto rapporto con la madre, mentre quella femminile si svilupperebbe, in età adolescenziale, a seguito di pessimi rapporti e atteggiamenti aggressivi venutisi a creare tra i genitori dove, ad esempio, la donna si comporta istericamente e in maniera aggressiva nei confronti del marito.
E non finisce qui. Sarebbe, addirittura, inconscio il desiderio di suzione del pene, sia da parte delle donne che, tenetevi forte, da parte degli uomini, omo ed etero. Questo desiderio nascerebbe a seguito dello shock subito nel momento in cui non si è stati allattati al seno o la propria madre ne ha interrotto l’allattamento. Ovviamente nei maschi etero il desiderio rimarrebbe in versione latente ma non così difficilmente esternabile, come dire : - non avvicinare il fuoco alla paglia perchè potrebbe prendere fuoco– Insomma l'istinto di suzione, nell'età adultà, sarebbe sintomo di disperazione. Insomma ci sarebbe da concludere che tutto nasce dalla famiglia di origine, persino l’inclinazione e il desiderio sessuale, contrariamente a quanto sostenuto per anni che farebbe parte del nostro DNA.
Si riapre, a questo punto il dubbio dei pacs omosessuali oppure finalmente i contrari possono mettersi l’anima in pace perché ,anche in una famiglia cosiddetta ‘normale’, il cattivo rapporto e gli scontri tra genitori possono modificare i gusti sessuali dei figli.
Mi domando quali saranno le motivazioni psicologiche alle pratiche sado maso, fetish, e altre di cui non mi va di parlare in questa sede.
Chissà Vittorio Emanuele, con tutto quello a cui ha fatto riferimento nelle telefonate private, a quali debolezze si sia dato nella sua vita.
Il contenuto di questo blog può essere prelevato citandone l’autore e linkando a www.familiafutura.blogspot.com
Cosmo de La Fuente
sito di Cosmo

2 comments:

Anonymous said...

Che studio gustoso!! Chissà cosa penserebbe e quali saranno i motivi reconditi dei sadomaso, degli amanti dei piedi o i coprofagi.

Anonymous said...

Non si può affermare che le nostre abitudini sessuali e persino i nostri gusti dipendano tout court dalle esperienze fatte da piccoli o nella famiglia d'origine... Si tratta di un riduzionismo sbagliato tanto quanto quello che li vuol far discendere dal nostro dna. Le cose sono più complesse: ci sono in gioco interazioni complesse fra il biologico, lo psicologico e il sociale, e che ancora non sono chiare. Non si può affermare, ad esempio, che se un maschio è omosessuale è perché ha avuto una madre iperprotettiva, perché non tutti i figli di madri iperprotettive sono omosessuali, e allo stesso tempo non tutti gli omosessuali hanno avuto madri iperprotettive. D'altra parte, se anche ci fosse una relazione fra l'essere omosessuale e l'aver avuto una madre iperprotettiva, questo ancora non sarebbe sufficiente per poter stabilire un rapporto di causa: potrebbe essere, ad esempio, che l'iperprotettività sia una reazione materna consapevole o inconsapevole di fronte ad un figlio percepito come più sensibile, fragile, diverso, particolare, ecc. ecc., quindi non una causa dell'omosessualità ma una sua conseguenza. D'altro canto ci sono alcuni studi che mettono in evidenza come il tasso di testosterone a cui è esposto l'embrione in fasi cruciali durante la gravidanza possa influire, in maniera indiretta, sul futuro orientamento sessuale e/o addirittura sull'identità di genere. Insomma, spero di aver chiarito con questi esempi che la materia è molto più complessa di quanto le nostre semplificazioni possano farci credere. E' però difficile seguire un discorso correttamente impostato su questi temi, dal momento che tendiamo a sposare l'una tesi piuttosto che l'altra sulla base delle nostre implicite convinzioni etiche. Allora preferiamo credere all'origine biologica di certe nostre tendenze perché così possiamo giustificarle e abbandonarci ad esse, oppure preferiamo credere alla loro origine esperenziale perché così possiamo credere in qualche modo di modificarle e così possiamo continuare a sentirci "liberi". Ma queste nostre preferenze etiche implicite non sono scientifiche, e per lo più impediscono di vedere correttamente le questioni. Alla fine io penso che la scienza non dovrebbe servire come pretesto per convalidare o disconfermare le visioni del mondo che abbiamo: non è utile né alla scienza stessa né all'etica. Bisognerebbe cominciare a pensare alle questioni del sesso e della sessualità esattamente come si pensa alle stelle o ai buchi neri osservati dagli astronomi: come fenomeni naturali (cioè presenti in "natura", osservabili) e in quanto tali semplici oggetti di studio. Il resto dei discorsi, etica, morale sessuale e quant'altro, dovrebbe restare su un piano ben distinto. Purtroppo non è così, e devo dire che non è un caso se invece i piani sono spesso confusi: la mescolanza di ragione e "fede" (intendendo per "fede" non solo quella verso un essere supremo o verso una dottrina religiosa, ma anche quella indissolubile certezza cieca verso le nostre più intime convinzioni nucleari che tutti più o meno ci portiamo dentro) è lo strumento più facile per conservare e difendere i nostri valori più centrali. Ma a che prezzo...! Tanto per l'una, quanto per l'altra.