7/7/06

Alice: ancora un padre penalizzato dal sistema?







Massimo Rossetti, il papà di Alice, sconvolto dal dolore è ancora un esempio di come il Tribunale dei Minori e i servizi sociali possano commettere madornali errori nel decidere affidamenti e soprattutto nel non effetturare un monitoraggio sulle famiglie a rischio.
Massimo Rossetti non riusciva nemmeno più a vedere sua figlia, a quanto ha dichiarato, e, se le cose stanno veramente così, il grido d’allarme deve arrivare forte e deciso in modo che cambi il diritto di famiglia in Italia, ma, soprattutto, la tutela dei minori. Non più delegata ad assistenti sociali inesperti e demotivati. Un altro padre, Mauro Bronchi, genitore affidatario di una figlia avuta da un precedente matrimonio e patrigno della povera Alice, che già era stato segnalato per violenze, continuava, tranquillamente, a maltrattare Alice mentre da un’altra parte probabilmente c’era un padre naturale che avrebbe potuto proteggerla. A nulla era servito che Massimo denunciasse l’impossibilità di vedere la propria figlia, le sue richieste erano rimaste inascoltate. Dov’erano, anche in questo caso, i servizi sociali, la legge sulla bigenitorialità e la tutela dei minori?
A causa della superficialità di questo sistema sono sempre i minori a rimetterci.
Riorganizzare tutto e stabilire nuove regole gestite dal tribunale ordinario, questo dovrebbe essere l’obiettivo. Madri e padri naturali insieme come genitori, anche se separati tra di loro, non dovrebbero mai separarsi dai figli.
Cosmo de La Fuente
Risposte:
Per V. che mi accusa di parlare e scrivere riguardo chi ha commesso un delitto. -Sono perfettamente in sintonia con quello che dici. Se leggi i miei pezzi vedrai che parlo spesso della necessita che lo 'Stato' difenda le persone a rischio, soprattutto se queste hanno già segnalato il pericolo. Nessuno ha il diritto di togliere la vita a nessuno, per nessun motivo al mondo-
FFL. scrive:
Differentemente da A. ho la grande fortuna di star bene, malgrado una CTU mi abbia definito “paranoico”.
Ho quindi deciso di provare a portare avanti questa battaglia che ha come scopo quello di far comprendere che l’interesse dei minori rimane solo un paravento per giustificare ruoli ed esistenze ma in realtà ci troviamo di fronte ad un solo grande pregiudizio:
quello verso il padre!
Nelle separazioni o divorzi deve avere un solo ruolo:
quello del BANCOMAT…

Ciò nel 2006, mentre internazionalmente ci si occupa dei diritti dei minori non può più accadere…
È ora che ognuno si addossi le sue precise responsabilità, nella speranza che riesca trovare nella Procura chi abbia il coraggio di indagare su tutti i casi che hanno visto coinvolti degli atti estremi
FFL

1 comment:

Anonymous said...

Credo che per tutti sia possibile criticare e stare all'opposto, il difficile è costruire. E' importante che ci siano possibilità di confronto come questo blog e che qualcuno come te si metta in discussione facilitando a noi il compito di parlare. Comunque non sarà mai il 100% ad apprezzarti e nemmeno il 100% a criticarti.
Complimenti da Nadia da Belluno.