6/22/06

Simon Bolivar (prima parte)


Simón Bolivar

…tra storia e sentimento (prima parte)

Per tutti quelli che amano la storia del grande Simòn Bolivar e per coloro che intendono conoscerla ecco il testo, in quattro parti, che ho curato personalmente.

Le strade più importanti, le vie più belle, le piazze più note, l’aeroporto e la moneta nazionale portano il suo nome: ‘Bolivar’.
Il grande Simòn, il più importante personaggio della storia venezuelana è motivo di orgoglio e venerazione da parte di tutti, in special modo dei venezuelani.
Insieme alla religione cattolica, già da bambini ti insegnano ad adorare questo nome che diventerà un riferimento di vita. Quasi tutti i presidenti venezuelani hanno tentato di apparire come la reincarnazione di Simòn, non escluso l’attuale Hugo Chavez Frias.
Discendente di una famiglia basca stabilitasi in Venezuela dalla fine del secolo XVI, occupando, in provincia, una buona posizione economica e sociale, Simòn Bolivar nacque nella città di Caracas il 24 di luglio del 1783. I suoi genitori furono il Colonnello don Juan Vicente Bolivar y Ponte e Donna Concepciòn Palacios Blanco. Era il più piccolo di quattro figli, perse il padre prima di compiere tre anni. Le ricchezze di famiglia e le ‘haciendas’ da quel momento furono amministrate dalla madre, donna intelligente e sensibile.
Sette anni dopo, quando il piccolo Simòn aveva solo dieci anni, morì anche sua mamma. Tutore di tutti i figli fu il nonno materno. Il futuro ‘libertador’ aveva fatto parte di una famiglia dove l’amore di padre e di madre sopravviveva alla morte dei genitori.
La ‘casona’, l’abitazione di famiglia si trovava proprio nel centro della città. All’età di dodici anni anche il nostro grande Bolivar fu colto da una crisi adolescenziale e scappò dalla casa dove viveva con lo zio. Va a vivere insieme alla sorella sposata. In seguito viene ospitato da Simòn Rodriguez, un pedagogo e riformatore sociale con il quale il ragazzo trova delle affinità umane e intellettuali.
Si susseguirono molti maestri importanti, ma il suo preferito rimase sempre Rodriguez.
La vera vocazione di Simòn è l’uso delle armi, così nel 1797, a soli quattordici anni di entra a far parte dei cadetti del Battaglione delle Milizie di Blancos de los Valles Aragua, di cui suo padre, anni prima, è stato un colonnello. Insieme all’uso delle armi impara la matematica, il disegno topografico, la fisica, ecc.
Nel 1799 va in visita in Spagna. Nella città di Madrid approfondisce i suoi studi, diviene persino un ottimo ballerino. Conosce Maria Teresa Rodriguez , s'innamora di lei e decide di sposarla. La porta in Venezuela nel 1803 e nel 1804 si trasferiscono a Parigi.
In Francia approfondisce i suoi studi e si sviluppa il suo istinto militare vivendo il fermento della politica europea di quegli anni. Frequenta teatri, belle donne, uomini d’ingegno e impara nuove teorie fisiche. S’incontra nuovamente con il suo maestro Simòn Rodriguez, verso il quale continua a nutrire un grande sentimento di stima che, in qualche occasione, aveva dato adito a pettegolezzi. Insieme a lui va a Roma, proprio sul monte Sacro, nell’agosto del 1805, Bolivar giura di non aver più pace finchè non avrà liberato l’America latina dall’oppressione e la colonizzazione.
Torna a Parigi e si allea a una loggia massonica. Viene a conoscenza circa le intenzioni di Miranda in Venezuela e capisce che quello è il momento di ritornare in Patria. Nel 1807 parte, sbarca negli Stati Uniti e nello stesso anno giunge nuovamente a Caracas. La sua città.

(fine prima parte – continua – Cosmo de La Fuente)
“Ancora una volta ho perso il treno” edizioni Marco Valerio di Marco Civra – Torino - info libro email news@sabortropical.it

vocabolario hacienda:tenuta
Per richiedere il mini filmato di 'Coronel Milza' milza59@yahoo.it

1 comment:

raffaele pandiscia said...

Uno degli eroi più interessanti è Simon Bolivar, mi sono appassionato studianto la vita di questo personaggio importante. Ho apprezzato molto anche il tuo pezzo su Frida Kahlo. Complimenti!
QUando la nuova parte del pezzo su Simon?