5/12/06

Un gioello chiamato Estrella



Stiamo attraversando un momento storico pregno di contraddizioni, difficile per chi non riesce a sentirsi parte di un’ideologia politica. Mi sono divertito a porre alcune domande ad amici e conoscenti per poi analizzare le risposte e vedere in quale area politica potesse appartenere la persona intervistata. Dal risultato emerge sempre che non ci sono distinzioni così nette da poter dire di appartenere ideologicamente a un colore piuttosto che un altro.
Sarà perché è in atto una vera caduta dei valori? C’è anche da chiedersi, però, chi ha stabilito quali siano i valori. Io, ad esempio, sento il valore della famiglia, quella tradizionale, contemporaneamente, però, non sopporto i luoghi comuni contro l’uomo o contro la donna, soprattutto nelle vesti di padre e di madre.
Le parole del Papa hanno suscitato non poche polemiche tra i sostenitori dei Pacs, ma, signori miei, ognuno fa il proprio mestiere. Cosa pensereste di un Papa che acclama l’unione e il matrimonio tra omosessuali? Si griderebbe ugualmente allo scandalo. Lasciamo allora che il Papa si comporti con coerenza, nel rispetto dell’alta carica che veste. Non scandalizziamoci se non accetta il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
La coerenza, che bella parola, usata spesso in eccesso ma poco rispettata. Chavez, il presidente del Venezuela, tiranneggia un po’ il popolo è vero, allo stesso tempo, però, rivaluta la famiglia. Che strano che qualcuno come il presidente della Camera On. Bertinotti osanni questo capo di Stato, dal momento che, malgrado si dichiari comunista, in realtà si comporta da vessatore. Chavez condanna apertamente gli omosessuali e non si tira indietro, soprattutto in pubblico, di sbeffeggiare quelli che ritiene siano dei ‘maricos’ (finocchi). Lo ha fatto anche con un prelato rappresentante del Vaticano in visita ufficiale alcuni anni fa. Mi chiedo allora: - Come può Bertinotti dichiarare che Chavez è il simbolo del miglioramento e dell’energia dell’America latina? – Dov’è finita la coerenza politica in questo? Probabilmente siamo di nuovo vittime dell’indecisione di appartenenza.
Mi piacerebbe poter parlare con tutti i leaders di partito e capire cosa ne pensano loro. Forza Italia, Udeur, Alleanza Nazionale, Italia dei Valori. Esiste il valore della famiglia tradizionale e, soprattutto, esiste la tangibile certezza che il diritto alla bigenitorialità venga rispettato? Ci saranno ancora padri e madri costretti a fuggire con i propri figli? Vi lascio con un capitolo del libro e ringrazio tutti coloro che mi scrivono all’indirizzo di posta elettronica familiafutura@yahoo.it, un virtuale abbraccio a tutti.

Un gioiello chiamato Estrella

Il sole venezuelano scaldava la nostra giovane pelle, gli adulti erano giganti lontani e i compagni di classe nemici dai quali difenderci insieme. Io e lei complici e piccolissimi amanti, un’aranciata bevuta con la stessa cannuccia e poi le corse mano nella mano.
Lei era il miele che addolciva l’amaro della mia nostalgia, l’angelo che leniva le mie sofferenze.
Occhi neri e penetranti, gemme preziose incastonate in un bellissimo volto ambrato, una nuvola di riccioli d’ebano, un corpo esile e scattante, Estrella, la mia compagna di banco in prima elementare, era il 1967 e andavo a scuola solo per lei.
A ottobre del 1966 iniziai la prima elementare in Italia, presso la scuola Umberto I di Torino, bel mese di gennaio del 1967, mio padre, stanco della situazione economica familiare in cui vivevamo , decise che ci saremmo nuovamente trasferiti in Venezuela, il paese dove io e mia sorella siamo nati.
Arrivò il giorno della partenza e del distacco da tutto quello che era diventato il mio mondo, i miei compagni, la mia casa e i parenti italiani.
Lo shock dovuto all’improvviso cambiamento mi aveva completamente mutato il carattere, avevo paura di andare a scuola e mi rifiutavo di eseguire il dettato, sentivo un peso allo stomaco e non avevo appetito, non riuscivo ad integrarmi in quella nuova ed esotica realtà scolastica.
Tutto cambiò quando m’innamorai della mia compagna di banco, Estrella, l’unica bambina di colore della scuola italo venezuelana che frequentavo, scuramente uno dei suoi genitori era italiano.
Quando nella mia vita entrò lei il mio stato d’animo mutò in meglio, tornai a sorridere e ad essere bambino; la domenica era troppo lunga nell’attesa di rivederla.
I suoi occhi meravigliosi, la sua voce dalla cantilena ‘criolla’, il suo bianchissimo sorriso e il profumo di maracuja che emanava la sua pelle color caffè furono per me ‘pioggia nel deserto’, quando ci sedevano sotto l’albero di mango del patio della scuola esistevamo solo noi, Ascoltava con interesse i miei racconti italiani e io quelli che mi narrava lei, dove spesso i protagonisti erano i fratelli. In classe era pronta a difendermi, sempre con me e mai contro di me, aveva capito quale fosse la mia debolezza e la mia dipendenza da lei e oggi mi chiedo dove prendesse una bambina di sei anni, quella maturità, sicuramente una storia di sofferenze alle spalle che soltanto adesso potrei comprendere.
Dentro di lei viveva un’anima bellissima che mi avrebbe segnato per tutta la vita; ho cercato i suoi occhi neri nelle donne che ho incontrato e li ho ritrovati, come un sono divino, sul volto di mia figlia.
Era tutto perfetto, ma qualcosa di tremendo stava per accaderci.
L’ultimo giorno di scuola non pensammo a divertirci come gli altri bambini. Rimanemmo isolati seduti sotto l’albero di mango tutto il tempo, mano nella mano a piangere. Estrella, disperata, mi aveva comunicato che la sua famiglia si trasferiva e che la seconda elementare l’avrebbe frequentata altrove. Odiammo gli adulti, ma non potemmo farci niente. Quella fu l’ultima volta che la vidi.
Dove sarai ora dolce uccellino dalle piume scure? Vorrei abbracciarti e ringraziarti per quello che mi hai dato. Spero che ance tu non abbia dimenticato il tuo compagno triste e che ogni tanto ritorni indietro nel tempo e ripensi al patio della nostra scuola. Vorrei rivederti, sicuramente sarai una madre meravigliosa e i tuoi figli i bambini più fortunati del mondo. Chissà dove, chissà quando, ma ho la convinzione che ci rincontreremo. ¡ Gracias Estrella !

1 comment:

Italia Dei Valori said...

Sono d'accordo sulle Sue affermazioni. Purtroppo sui PACS è in corso una campagna di disinformazione e uno scontro di blocchi ideologici.
Molte persone, come sempre, parlano dei PACS senza prima essersi informati su quali siano le richieste del movimento PACS, ad esempio consultando il sito http://www.unpacsavanti.it/
Alcune richieste sono condivisibili, altre meno... la valutazione è soggettiva ma non si può essere completamente a favore o completamente contrari prima ancora di sapere di cosa si sta parlando...
Cordialmente,
- Luca Pasqualotto