5/14/06

Lo sporco mondo della televisione




Cosa possa accadere in una famiglia quando nasce un figlio “artista” lo sanno quei genitori che hanno vissuto questa nefasta esperienza, soprattutto se si tratta di persone che non fanno parte del mondo dello spettacolo, dove il potere è solo nelle mani di alcuni. A causa mia quest’esperienza l’hanno vissuta i miei genitori, nel peggiore dei modi.
Quando dal Venezuela, dove sono nato, ci trasferimmo in Italia, mio padre acconsentì ad aiutarmi a coltivare quello che già a Caracas si era trasformato da sogno a realtà. Giovanissimo nel mondo delle telenovelas mi barcamenavo come cantante e attore. Studiai persino presso un istituto di arte drammatica. All’età di diciott’anni approdai in Italia e continuai ad inseguire il mio obiettivo.
Mi catapultai nell’incasinato mondo dello spettacolo italiano, dove erano (o lo sono ?) elementi del costume sociale: le bustarelle;le raccomandazioni politiche e il sesso come merce di scambio per certi favori. Cosa c’entrino l’estro artistico, la bravura e lo studio, Solo Dio lo sa. La televisione rappresenta la vetrina più importante per gli artisti.
Presto mi resi conto quali fossero le condizioni per poter emergere e cercai anch’io di ottenere il lasciapassare supplicando politici e sostando ore ed ore nei loro uffici. Ma ero costretto a fermarmi di fronte alla richiesta di pagamenti, anche di svariati milioni a pseudo talent scouts. Mio padre non poteva farcela e, malgrado facessi qualche spettacolo , i miei guadagni erano irrisori. Il più delle volte arrivavo sino al punto di ottenere quello per cui avevo faticato ma, la mancanza di denaro e, soprattutto, di ‘unguenti’ politici mi costringevano a un dietro front che mi lasciava l’amaro in bocca. Mi spostavo per l’Italia intera alla ricerca di chi credesse in me. Incisi per case discografiche di Torino, Milano e Roma; managers furbacchioni sbandieravano i loro contatti all’interno della Rai, le richieste di pagamento per entrare in Tv erano all’ordine del giorno. Giustamente ci si indigna per lo scandalo del calcio e si resta turbati per l’operato di Wanna Marchi, mi chiedo, però, cosa penserebbe la gente se si sviscerassero i retroscena della televisione italiana e si venisse a conoscenza di quanta sporcizia milita tra le file dei professionisti dello spettacolo. La prima etichetta discografica che mi scritturò fu la ‘Drums’ di Torino, ci arrivai tramite il proprietario e direttore artistico di uno studio d’incisione che, approfittando della mia ingenuità di italo venezuelano, mi fece barba e capelli. In seguito arrivai a Milano e infine a Roma. Divenni un artista di agenzie artistiche romane, tra cui quella di Adriano, un tipo che, forte della sua parentela con Renzo Arbore di cui era il cognato perché aveva sposato la sorella, elargiva giudizi e sentenze. Un giorno Adriano mi disse che questo mondo non faceva per me, perché non bastava essere bravi cantanti, quello che non andava era il mio aspetto da bravo ragazzo adatto più ad un ragioniere che a un artista. Per anni ripensai alle sue crudeli parole. Negli anni a seguire ha ha lanciato suo figlio inserendolo ovunque come il prezzemolo, ma nonostante ciò non ha ottenuto grandissimi risultati. Se due più due fanno quattro, il figlio di Adriano è anche il nipote di Renzo Arbore…ahhh ci siamo allora, ecco perché… che fortuna ragazzi miei! Avete capito di chi parlo? Ve lo dico: ‘Niccolò Fabi’. Quello dei ‘capelli’. Ma non meravigliamoci più di tanto, anche se non si sa la tv italiana è pregna di figli, di nipoti e di parenti dei ‘dittatori’ dell’etere. Purtroppo senza la tv non possiamo svolgere il nostro mestiere. O conosci qualcuno oppure, se sei una bella gnocca, puoi offrire il tuo corpo in cambio di accesso. Mi ha fatto sorridere la dichiarazione che Pamela ha fatto su un noto settimanale italiano. La bella sarda ha detto di aver posato nuda con le lacrime agli occhi, costretta dalle necessità. Ricordo di aver partecipato a una manifestazione che si chiamava ‘Disco mare’, nel 1983 se non vado errato, Pamela era sconosciuta, si esibì nuda completamente. In un’altra occasione, durante una cena di artisti,sempre lei, parlava volgarmente con ammiccamenti ambigui e, utilizzando un vocabolario da scaricatore di porto, rideva divertita. Non ricordo di averla vista piangere. Ma non mi formalizzo troppo, se fossi stato anch’io una bella ragazza probabilmente mi sarei dato a qualche vecchio e ricco potente della discografia italiana, ma questa non è una novità, no? E’ noto, nell’ambiente, che alcuni dei nostri cantanti uomini, molto famosi, hanno ricevuto favori da persone influenti dell’alta società romana e milanese, persino da prelati gay. Ma cosa davano in cambio? A voi le deduzioni.
Ricordate Flavia? Ha fatto duemila volte San Remo e ha partecipato a migliaia di trasmissioni Tv diventando addirittura una presentatrice. Pochi se la ricordano perché, malgrado le spinte, non ha raggiunto l’apice del successo. Aveva iniziato a ‘Vibostar’, manifestazione calabrese che lanciava ragazzine desiderose di successo, un certo sig. Elio la notò, era un arrogante discografico che riusciva, chissà come, ad ottenere quello che voleva nel mondo della televisione. Stava proprio con lui..che fegato! Lei poco più che diciottenne e lui sessantacinquenne. Con il consenso della mamma. Ma fatti simili riguardano un sacco di artiste.
Se pensiamo quanti siano i figli dei grandi dello spettacolo italiano, ci rendiamo conto che per chi punta solo sul talento naturale non c’è opportunità di farcela. Esiste un numero esagerato di super raccomandati che vogliono farci credere di essere penalizzati dal fatto di avere genitori famosi. Ma per favore, c’è da ridere! Il potere mediatico di Morandi, Dorelli, Modugno, De Sica, Celentano, Sandrelli, ecc. ecc. non conosce limiti.
Nel 1988 ero entrato nella rosa dei giovani di San Remo, ci ero arrivato arrampicandomi anche sugli specchi. I giovani cantanti che ambivano parteciparci avevano poche opportunità. Una marea di volpi gravitavano intorno alla manifestazione e se non facevi già parte di una major, era indispensabile seguire le istruzioni: la raccomandazione politica, il pagamento di svariati milioni che avveniva per mezzo di intermediari esterni e una bella canzone in lingua italiana. Quell’anno pensai che finalmente era fatta, ma seppi all’ultimo momento di essere stato sostituito dal figlio di un notissimo cantante italiano, ‘Modugno’.
Molti pseudo agenti artistici si facevano pagare un mensile base dagli artisti sprovvisti di conoscenze importanti, per poi far riferimento a un vero e proprio listino prezzi che variavano a seconda della trasmissione e della rete Rai che riuscivano a procurarti: rai tre aveva un costo minore di rai due che, a sua volta, costava meno di rai uno.
Richieste che avvenivano in maniera ‘aum aum’, incontri consumati nei bar della capitale o in un angolo di una qualsiasi strada di Milano. Chissà quanti di quei cantanti che oggi ci fanno sognare si sono sottomessi a ricatti di questo tipo! L’elenco delle volpi è infinito.
Ricordo una ‘procacciatrice’ di passaggi tv di Roma che diceva di aver versato a un certo noto presentatore ben dieci milioni nel 1980 per far si che un artista di poco conto partecipasse ad una importante trasmissione televisiva.
Quante cantanti e attrici si sono prostituite per arrivare dove sono arrivate? Sicuramente moltissime, ora se la tirano come ‘tirate’ e ‘deformate’ sono le loro facce siliconate atteggiandosi a divinità. Che cosa ridicola! Si sono dimenticate un passato alla Monica Lewinsky quando, anche loro, stavano sotto le scrivanie dei comandanti dello spettacolo?
Insomma tutto questo per dirvi che non è l’unico scandalo quello del mondo del calcio. Se qualcuno si prendesse la briga di verificare cosa succede nel mondo televisivo e dello spettacolo in genere, ci sarebbe da parlarne per anni.
Non dimentichiamo neppure le agenzie di casting che pubblicizzano la ricerca di volti nuovi e che al primo incontro con la vittima gli chiedono dei soldi d’iscrizione e un book fotografico realizzato, guarda caso, proprio da loro, per poi non farla lavorare mai.
Pippo Baudo una volta mi disse: - Sappi che nessuno deve chiederti denaro per andare in tv, se lo fa è in mala fede- . Grazie Pippo, ma il consiglio arrivò tardi. So che il discorso interessa a molti. Potremmo ritrovarci qui, come vecchi amici al bar, per raccontare alcune vicende riguardanti i despoti della televisione e le peripezie di cui sono stati protagonisti alcuni vips di cui sentiamo parlare ogni giorno,senza tralasciare i politici, pronti a tutto per una manciata di voti. Le mail che ricevo da parte di chi ha vissuto questo tipo di esperienza mi fanno sentire in buona compagnia. L’elenco dei trombati è infinito. Perché non parlate delle vostre esperienze liberamente? Non solo mail, che leggo volentieri, perché non commentate anche voi? Detto questo accetto le critiche di quanti ci tengono a sottolineare che io non sono nessuno. E’ palese ma, alla luce delle esperienze vissute, ne vado fiero. Oggi, se partecipo a una trasmissione, è garantita la limpida correttezza di chi mi ospita….
(continua)

Cosmo de La Fuente
www.cosmodelafuente.com

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