4/17/06

‘Familia Futura’ progetto per la famiglia tradizionale e la bigenitorialità


Cosmo de La Fuente

Si è parlato, mai abbastanza in verità, di “bigenitorialità”, ma, prima di esprimere un parere a riguardo, sarebbe opportuno diffondere il significato corretto di questo termine. Il dizionario “Garzanti” ne dà la seguente definizione: “ presenza equilibrata e continuativa di entrambi i genitori nella vita dei figli, considerata un diritto dei figli anche quando i genitori sono separati”. Pare ovvio ma in realtà i bambini sono vittime innocenti degli errori commessi dagli adulti. Il divorzio scatena il conflitto tra i coniugi, ci ‘vestiamo’ quindi da guerrieri e, senza preoccuparci minimamente dei nostri ‘piccoli’, ci concentriamo su come guadagnarci la ragione di fronte a giudici, amici e parenti, convinti di essere al centro del mondo e di stare sempre e comunque dalla parte della ragione. Il fattore economico gioca un ruolo assai importante nella guerra tra marito e moglie, la sete di vendetta, inoltre, accende un fuoco indomabile che gli avvocati divorzisti alimentano, consci che da quelle macerie e da quell’odio scaturiscono i loro guadagni. Gli azzeccagarbugli dei nostri tempi, come diavoli tentatori, consigliano il coniuge più forte di non accettare il giusto, inducendolo a pretendere quasi l’impossibile, anche a costo di mettere sulla strada l’ex coniuge, costretto a vivere, in alcuni casi, da accattone. L’industria denominata ‘divorzificio’ ha vissuto floridamente sfruttando i drammi familiari di milioni di persone e il dolore dei bambini.
La società si è giustamente occupata della fame nel mondo, dello sfruttamento dei bambini nei paesi del terzo mondo, dei diritti degli omosessuali; del maltrattamento degli animali, non ha considerato, però, la penalizzazione di quei bambini che inermi hanno vissuto la separazione permanente da uno dei due genitori, in particolare dal padre, che come sappiamo è il genitore più penalizzato. Ma quali sono gli effetti che questo stato di cose ha causato a quei minori che, una volta divenuti adulti, manifestano sintomi di astinenza da genitore, con casi di ‘femminilizzazione’ indotta per i maschi e, viceversa, di ‘mascolinizzazione’ per le femmine? Anche tra i tossicodipendenti vi è un grande numero di figli di separati che hanno sopportato male l’assenza costante di un genitore. La presenza equilibrata e continuativa di madre e padre, come diritto dei figli, anche quando sono separati, non ha avuto luogo. Tutto questo è avvenuto con la complicità di alcuni legali, usuari del beneplacito dello Stato che ha preso le veci di uno dei genitori. Troppo spesso il tribunale non ha tenuto conto della legge sulla bigenitorialità, che esiste da anni in realtà, probabilmente perché in questa strana società non si può accettare che un figlio venga cresciuto da entrambi i genitori se essi si sono separati. Abbiamo quasi abbattuto il tabù dell’omosessualità e nel mondo si discute anche sull’eventualità di permettere a coppie dello stesso sesso di adottare un bambino, com’è possibile che ancora non si digerisca il fatto che un padre possa prendersi cura dei propri figli come una madre? Un’infinità di mamme, nonne, sorelle, ex mogli e nuove compagne ritengono che i bambini debbano godere comunque di entrambi i genitori, per il loro bene psicologico.
Statistiche autorevoli stabiliscono che negli anni della penalizzazione dell’uomo è aumentato considerevolmente il numero di suicidi dei padri separati dai propri figli e che i minori a cui è stata negata la presenza di uno dei genitori hanno vissuto questa situazione come una menomazione. Imperterrito il sistema ha deciso di continuare ad infierire. Ma attenzione, occorre non dimenticare che l’uomo troppo spesso ha dimostrato disinteresse verso i figli. Qualche papà mediocre si giustifica dicendo che, tra il soffrire atrocemente per un affidamento non concesso e lo scomparire definitivamente dalla vita del figlio, ha optato per la seconda situazione, la meno dolorosa. Sappiamo, però, che molti maschi si comportano così perché a loro volta sono vittime del luogo comune che vede il papà incapace di occuparsi dei figli, sono pedine di questa deleteria fissazione dell’umanità . Come i “belli” mettono in luce i “brutti” per rendere più visibile la loro superiorità fisica, non dobbiamo aver paura di prendere atto di quanto possano essere inetti questo tipo di uomini. Se prendiamo coscienza dell’esistenza di padri indegni, possiamo dimostrare che ci siamo anche noi, padri a tutti gli effetti, cuori maschi che amano i propri figli.
Padri e madri uniti in quanto genitori anche se divisi come coniugi. Non è una chimera, è un diritto di ogni bambino. Cosa possiamo fare allora?
Sebbene interessanti non basteranno dei corsi pre-matrimoniali, sappiamo che quando si decide di sposarsi non si pensa sia possibile la conclusione del rapporto di coppia; non sarà sufficiente nemmeno l’aiuto di psicologi al momento della separazione, occorre far rispettare la legge.
In un paese diventato multirazziale esiste anche il pericolo che un genitore straniero fugga portandosi via i figli,atto che, con la legge attuale, non viene trattato come un vero e proprio rapimento. Cosa possiamo fare allora? Insieme donne e uomini occorre lottare per assicurare la pari genitorialità ai nostri figli. E’ necessario ritornare a parlare di famiglia e, insieme alle innovazioni chieste a gran voce dalle comunità alternative, deve manifestarsi anche il diritto di un miglioramento della famiglia tradizionale, nel pieno rispetto della bigenitorialità.
Diventa indispensabile una rappresentaza al governo che sorvegli, gestisca e assicuri il rispetto del naturale diritto dei minori anche quando la famiglia si scompone da “moglie-marito-figli” a “madre-padre-figli”.
Noi che soffriamo per questo dramma sociale, dobbiamo far si che tutto questo si realizzi. Ho dedicato giorni e notti a questo diritto negato, con la vostra stessa passione ho discusso e ho assorbito il tormento descritto da migliaia di voi. Ho riempito pagine e pagine con storie crudeli, mi sono attirato qualche volta l’antipatia da parte di genitori affidatari. Ma grazie al vostro manifestarvi ho constatato che siete in moltissimi a confrontarvi con me, con suggerimenti, testimonianze, critiche e dimostrazioni di affetto. Da qui nasce ancora una goccia che finirà nel mare delle iniziative, atta a dar vita a “la corrente del cuore”, rivolta alla difesa della famiglia. I primi obiettivi sono l’osservanza e l’applicazione della legge sulla bigenitorialità, affinchè venga applicata e ulteriormente migliorata, vogliamo anche parlare di madri sole e donne bisognose, e non meno importante, dell’importanza della famiglia tradizionale composta da uomo, donna e figli. Questa corrente è rivolta a tutti i padri e le madri di buona volontà. Ho diviso con tutti voi le speranze e le delusioni, anche ora, come tra vecchi amici vorrei rendervi partecipi del mio sogno. Non ho mai sentito la necessità di avvicinarmi a chi conta , questa volta, però, ho cercato di partire dalla radice. Un progetto di famiglia tradizionale nell’interesse dei figli. Senza toni accesi, lasciando a casa l’aggressività verbale. Questa è e sarà la mia linea.
Teniamoci in contatto. Uomini e donne di ogni età, sostenitori del valore della famiglia, tutti insieme, diamoci una mano. Ho bisogno di rendere noto che siamo molti, che siamo in tantissimi, tanti cuori simili. Non abbiamo un colore politico, siamo in possesso, per ora, di un proposito che ambisce dar voce a chi normalmente non ce l’ha. Il nuovissimo contatto, dove inviare esclusivamente il vostro nome, far sentire la vostra presenza e la vostra forza, per darmi suggerimenti, è a fondo pagina. Per l’amore, per la famiglia, per i figli.

familiafutura@yahoo.it

Cosmo de La Fuente

10 comments:

Anonymous said...

L'importante è continuarne a parlare. E' vero che il tabù esiste, cominciamo a scalfirlo insieme?
Sono la seconda moglie di un uomo che subisce questo tipo di violenza.
Io, anzi noi, ci siamo.
Contatto subito l'email.
Ernesta da Piombino.

Anonymous said...

Carissimo Cosmo
è bello quello che tu e altri state facendo, ma vorrei rendervi noto che sono moltissimi i padri che non pensano ai propri figli. Tu almeno ti rendi conto anche di questo, cosa che molte associazioni non fanno. Il mio ex non è stato un padre affettuoso ma spero che altri lo siano.
In bocca al lupo.
Maria Basegio

Anonymous said...

Mi chiamo Pietro.
Sono proprio nella situazione del padre cacciato! Beh non ci credo più. A nessuna legge. La società non accetta un uomo che cura i figli.
Col nuovo governo ci spero ancora meno.

Anonymous said...

La figlia di Gianni De Bernardinis in America verrà adottata contro la sua volontà. Stai a vedere che in fatto di bigenitorialità siamo più avanti noi. Ha ragione Cosmo è sempre la penalizzazione dell'uomo.
Sono con te!!!
Andrea

Anonymous said...

Scrivo da Udine e il mio nome è Emilio Fabris. Ho un'esperienza di separazione e, pur avendo avendo libertà di visita da parte di un giudice, la mia ex moglie mi ha fatto la vita impossibile. Mi sono rifatto una vita e ho altri figli. Cosa potevo fare sennò rassegnarmi?
Comunque sono vicino a questo problema e sono sicuro anch'io che ci siano molti padri con la P maiuscola.

Anonymous said...

Non ci credo che uomini e donne in fase di separazione riusciranno mai ad andare d'accordo. Comunque ci fosse un partito politico che si occupasse veramente dell'affidamento congiunto mi ci butterei a pesce.
Non ho fiducia,mi spiace.

Anonymous said...

Vorrei parlare liberamente della mia esperienza Cosmo, ma non so se ce la farò, sono troppo triste.
Tony

Anonymous said...

Quando una madre decide di portarsi via il figlio, magari all'estero, nessuno grida allo scandalo. Perchè la stessa cosa non succede per il padre? Chi me lo sa dire il perchè? Chi mi sa dire perchè esiste questa discriminazione?

Anonymous said...

Non mi piace, personalmente, i toni che spesso vengono usati in certi siti e community come i forum di papaseparati e figli negati.
Per quanto mi riguarda anch'io vorrei un confronto e un'unione tra madri e padri che insieme vogliono il bene dei figli.

Anonymous said...

no puedo opinar de este señor presidente,solo que se que el criterio no es del perfectamente todo bueno, por que si no puede notar, la verdad de su alrededor, y las lagrimas a votar, no vale la pena seguir en el caso, yo solo soy un joven pero como dicen soy parte del pueblo, y tienen que ver la verdad, no se puede seguir y necesitamos el cambio para mejorar...